La ricotta - Che cosa sono le nuvole?

Biblioteca nazionale centrale di Roma - Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi

1 marzo, 2016 - Rassegna cinematografica

Martedì 1 marzo ore 10,30

La ricotta e Che cosa sono le nuvole?

con Paolo Di Paolo

 

La ricotta (1963, 36')

 

Stracci, che "interpreta" come comparsa la parte del ladrone buono in un film sulla Passione di Cristo che un pretenzioso regista (impersonato da Orson Welles) che si autodefinisce marxista ortodosso sta girando su un enorme prato della periferia romana, è un sottoproletario perennemente affamato. La scena è ingombra di decine di membri della troupe e di comparse, che in mezzo alla scenografia "sacra", alcuni ancora in costume da santo, ballano un twist scatenato. Quando la sua povera e numerosa famiglia lo va a trovare sul set, Stracci dona loro il cestino del pranzo che gli spetta in quanto attore per consentirgli di consumare un misero pasto in mezzo al prato, che assume il valore di una vera e propria eucaristia. Per non saltare il pasto, Stracci, approfittando della confusione del momento di pausa, si traveste da donna e riesce a "rimediare" un nuovo cestino dalla produzione. Con infantile entusiasmo si accinge quindi a mangiarlo, al riparo da tutti, in una piccola grotta poco lontano dal set» (Murri). «L'intenzione fondamentale era di rappresentare, accanto alla religiosità dello Stracci, la volgarità ridanciana, ironica, cinica, incredula del mondo contemporaneo» (Pasolini).

 

Che cosa sono le nuvole? (1968, 22')

In un teatro viene rappresentata una versione in chiave comica della tragedia di Shakespeare Otello. I personaggi sono attori-marionette: Totò interpreta Jago, Ninetto Davoli è Otello, Laura Betti è Desdemona, Franco Franchi è Cassio, Ciccio Ingrassia è Roderigo. Una riflessione amara, ma con un raggio di luce finale, sul senso dell'esistenza umana, tra il vivere e l'apparire, la vita e la morte.

 

Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Ha pubblicato fra l'altro i romanzi Dove eravate tutti (Feltrinelli 2011, Premio Mondello) e Mandami tanta vita (Feltrinelli 2013, finalista Premio Strega), tradotti in diverse lingue europee. Scrive su «La Stampa».