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La
Biblioteca nazionale centrale di Roma fu fondata nel 1876
per dotare la capitale del Regno d'Italia di un grande archivio
del libro, espressione della cultura nazionale.
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Come
sede fu scelto il Collegio romano, antico e monumentale edificio
dove già era presente la Bibliotheca
Major dei
Gesuiti, che ne costituì il nucleo originario. Tale nucleo
fu successivamente arricchito con i fondi, manoscritti e a stampa,
provenienti dalle biblioteche delle congregazioni religiose soppresse
dopo la costituzione del Regno unitario.
Dopo
un secolo, il 31 gennaio 1975, venne inaugurata la
nuova sede nell'area archeologica del
Castrum Praetorium.
Con il 2001
è stato completato un vasto progetto
di ristrutturazione architettonica e di riqualificazione
e razionalizzazione degli spazi e dei servizi.
La Biblioteca
nazionale centrale di Roma è una biblioteca di ricerca:
per la ricchezza e articolazione dei suoi fondi è dotata
di strumenti catalografici complessi.
Raccoglie e conserva tutta la produzione editoriale italiana,
che riceve in virtù della legge sul deposito obbligatorio
degli stampati. Inoltre documenta nella sua generalità
la cultura straniera, con particolare attenzione alla diffusione
della cultura italiana all'estero.
Attualmente
la Biblioteca conserva circa 6 milioni di volumi, 84.000 manoscritti, 1.938 incunaboli,
oltre 25.000 cinquecentine e 20.000 carte geografiche, 10.000
fra stampe e disegni, oltre quelli raccolti in volume, e più
di 44.000 testate di periodici.
È in continuo incremento anche il patrimonio audiovisivo
e multimediale.
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I compiti della Biblioteca
nazionale centrale di Roma sono: raccogliere e conservare la
produzione editoriale italiana, documentare la principale produzione
estera ed in particolare quella dedicata al nostro paese, produrre
servizi bibliografici nazionali, diffondere e rendere disponibile
il proprio patrimonio.
La BncR cura dal
1886 la pubblicazione del Bollettino
delle opere moderne straniere (BOMS) ed ha curato la pubblicazione
dell'Indice generale degli incunaboli, 1943-1981 (IGI). Nel
1989 ha costituito il Centro
nazionale per lo studio del manoscritto, che conserva oltre
100.000 microfilm di manoscritti posseduti dalle principali
biblioteche italiane, pubbliche e private.
Presso la BncR sono
attualmente impiegati oltre 300 dipendenti di ruolo, cui bisogna
aggiungere alcune decine di lavoratori socialmente utili ed
in servizio sostitutivo civile, suddivisi in un complesso organigramma,
articolato in alcune aree tematiche e numerosi uffici.
Dal 1975, data del
suo trasferimento alla nuova sede, la BncR gode, grazie alla
legge n.190, di una parziale autonomia amministrativa che le
consente, sulla base di quanto stanziato su un apposito capitolo
del bilancio dello Stato, di determinare autonomamente le risorse
da destinare alle diverse attività. Organo deliberante è il
Comitato di gestione, presieduto dal direttore della Biblioteca.
Oltre ai fondi gestiti
in autonomia, che da un anno sono stati adeguati alle esigenze
di una moderna ed importante biblioteca, la Nazionale può disporre
di finanziamenti straordinari erogati dalla
Direzione Generale per i beni librari e gli istituti culturali,
Direzione generale del Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, per la realizzazione
di specifici progetti, di finanziamenti comunitari per progetti
internazionali, di fondi provenienti dall'otto per mille dell'IRPEF
e dai proventi del gioco del lotto.
Inoltre la BncR può
disporre di una parte dei proventi derivanti dall'erogazione
dei servizi aggiuntivi, quali fotoriproduzioni, caffetteria, libreria per la
vendita di pubblicazioni, diritti sulle immagini, riaccreditati
alla Biblioteca, come previsto dalla normativa vigente (Legge
14 gennaio 1993, n. 4,"Ronchey").
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Il deposito legale
A seguito dell'emanazione
del regolamento di attuazione (
DPR 3 maggio 2006, n. 252) è entrata in
vigore dal 2 settembre la
Legge 106/2004 recante "Norme relative al deposito
legale dei documenti di interesse culturale destinati all'uso pubblico."
Si fa presente che alcuni chiarimenti concernenti l'applicazione del Regolamento,
sono stati pubblicati dalla Direzione Generale per i beni librari e gli istituti
culturali sui siti www.librari.beniculturali.it e
www.bibliotechepubblichestatali.it.
Per quanto riguarda la Biblioteca nazionale centrale di Roma, i plichi vanno inviati
al seguente indirizzo:
Biblioteca Nazionale Centrale - Viale Castro Pretorio n. 105 - 00185 Roma
Ogni plico deve essere accompagnato da un elenco in duplice copia, contenente gli
elementi identificativi necessari all'individuazione dei documenti (art. 7, comma
4 del D.P.R. 252/2006) e deve inoltre indicare la ragione sociale dell'editore
compreso l'indirizzo e/o un numero di fax di riferimento, ai fini della restituzione
della copia vidimata al mittente da parte della Biblioteca.
I pacchi contenenti libri, opuscoli, carte geografiche e topografiche, atlanti,
manifesti e musica a stampa, nonché i documenti di cui all'art. 6, comma 6 del
D.P.R. 252/2006, vanno indirizzati in maniera specifica all'Ufficio Deposito legale
.
I pacchi contenenti i quotidiani, i plurisettimanali e i settimanali, vanno
indirizzati all'Ufficio Giornali, i pacchi contenenti gli altri
periodici all'Ufficio Periodici, secondo le modalità di consegna
cumulativa concordate con la FIEG e l'USPI.
Si comunica che la consegna dei documenti, qualora effettuata direttamente o
tramite corriere, potrà avvenire nei seguenti orari:
lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 9.00-13.00
giovedì 9.00-13.00; 14.30-17.30.
In questo caso, la consegna dovrà avvenire esclusivamente presso l'Ufficio Posta
della Biblioteca (piano seminterrato, stanza n. 94), che rilascerà apposita ricevuta
di avvenuta ricezione del plico, che dovrà essere confezionato e dovrà riportare i
dati a norma dell'art. 7 comma 3 del D.P.R. n. 252.
Dopo aver verificato il contenuto del plico e la sua conformità all'elenco allegato
dal mittente, la Biblioteca provvederà a restituire opportunamente vidimata una copia
dell'elenco dei documenti inviati.
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Gli acquisti
La Biblioteca
nazionale centrale di Roma ha tra i suoi compiti
quello di raccogliere la produzione editoriale italiana a livello
nazionale e locale, che riceve in virtù della legge per
la consegna obbligatoria
degli stampati e delle pubblicazioni (Legge 2 febbraio 1939,
n.374, modificata dal Decreto Luogotenenziale 31 agosto 1945,
n.660).
Per conservare, accrescere e valorizzare le proprie raccolte
storiche, la Biblioteca, attraverso l'Ufficio acquisti, compra
manoscritti, autografi ed opere rare, partecipando direttamente
alle aste o rivolgendosi alle librerie antiquarie più
accreditate.
La Biblioteca svolge il compito di documentazione della cultura
italiana con l'acquisto delle opere straniere che ne sono l'espressione;
inoltre, acquista le opere più significative della produzione
editoriale straniera, in base alla specificità delle
proprie raccolte e tenendo conto delle esigenze dell'utenza.
Per la scelta delle opere da acquistare la Biblioteca si avvale
di una commissione tecnica formata dal Direttore e dai responsabili
delle varie collezioni che ne curano l'incremento.
L'Ufficio acquisti si occupa della selezione delle proposte
d'acquisto attraverso un attento esame dei cataloghi di vendita
delle più importanti librerie e lo spoglio delle principali
riviste bibliografiche straniere; l'Ufficio cura anche la gestione
delle continuazioni delle collezioni e dei periodici in sottoscrizione.
Nell'Ufficio sono inventariate, mediante le procedure automatizzate
del Servizio bibliotecario nazionale (SBN) tutte le opere acquistate,
compresi i manoscritti, gli autografi e le opere rare.
La notizia delle pubblicazioni acquistate, registrate in SBN,
compare immediatamente sui terminali a disposizione dell'utente;
tuttavia, l'opera non sarà disponibile al pubblico fino
a che non saranno completate le operazioni prescritte dal Regolamento.
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I doni
L'Ufficio
doni e scambi acquisisce materiale librario e documentario, italiano
e straniero, donato a titolo gratuito, idoneo ad accrescere e valorizzare
le raccolte storiche della Biblioteca (In attuazione dei dettami del DPR n.417 del
5.7.1995, art.2) affiancandosi ai sopradescritti altri uffici e integrandone i compiti.
I donatori possono recapitare le pubblicazioni direttamente in sede
(primo piano, stanze n. 122-123) in orario antimeridiano (h. 9 - 13), dal lunedì al
venerdì, oppure farle pervenire per posta.
Per l'eventuale donazione di interi fondi è necessario presentare
preventivamente un elenco dettagliato del materiale perché si possa
valutarne la pertinenza rispetto ai fini istituzionali da perseguire e si possa
giudicare l'opportunità della nuova acquisizione in base alle esigenze
dell'utenza e dopo aver effettuato le opportune ricerche catalografiche.
Solo quando questa prima fase di indagine si sia conclusa positivamente,
si avvia la procedura per l'accettazione formale.
Il personale addetto all'Ufficio, oltre ad espletare le attività previste di timbratura,
registrazione e inventariazione dei documenti (cartacei, elettronici, audiovisivi, ecc.),
cura e aggiorna l'archivio dei donatori e provvede a fornire le statistiche periodiche.
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Gli scambi
Il medesimo Ufficio
si occupa anche della scelta e dell'invio, a titolo di scambio, di edizioni
curate dalla Biblioteca stessa ad enti e istituti culturali interessati a
riceverle.
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L'attività di catalogazione
della Biblioteca nazionale centrale di Roma è svolta dai seguenti
Uffici:
Manoscritti antichi
Manoscritti moderni
Incunaboli
Catalogazione edizioni XVI-XIX sec. (fino al 1830)
Cartografia
Sezione romana e archivio fotografico
Stampe e disegni
Collezioni orientali
Centro nazionale per lo studio del manoscritto
Catalogazione per autori
Catalogazione per soggetto
Catalogazione decimale
Periodici
Giornali
Deposito legale e pubblicazioni minori
Tesi di dottorato
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| Trattamento
dei documenti: ordinamento e collocazione |
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L'ordinamento
e la collocazione dei libri, come di ogni altro materiale stampato,
è un'operazione di rilevante importanza nell'ambito delle
attività bibliotecarie ed ha come obiettivo finale quello
di rendere accessibili al pubblico, facilmente ed in tempi brevi,
le opere disponibili in biblioteca.
La biblioteca, intesa in senso statico, è una raccolta
di testi di più o meno rilevante valore storico e culturale,
un patrimonio che ha radici nel passato, proiettato nel futuro,
che documenta la produzione del pensiero umano nell'interesse
delle generazioni presenti e future.
Tuttavia, come ogni altro patrimonio, perderebbe ogni valore
se ne fosse impedito, direttamente o indirettamente, ed in particolare
per biblioteche che dispongono di milioni di volumi, ove fosse
impossibile, di fatto, accedere agli stessi volumi per non essere
stati correttamente classificati, ordinati e collocati in modo
da favorirne, con immediatezza, la loro individuazione ed accessibilità
al pubblico.
Da quanto sopra si deduce l'importanza della funzione "Collocazione"
che ha, in concreto, l'obiettivo di rendere individuabili ed
accessibili al pubblico, facilmente, in tempo reale, le opere
richieste.
La funzione "Collocazione" si sviluppa di fatto attraverso
una successione di operazioni ed attività, coordinate
e convergenti, che le fanno assumere la connotazione di "processo".
Il libro che entra in biblioteca, dopo essere stato catalogato,
è sottoposto ad una serie di operazioni che partono dall'attribuzione
di un codice numerico che ne attesta la definitiva proprietà
alla stessa biblioteca e ne comprova l'appartenenza al relativo
patrimonio indisponibile. Quindi, secondo criteri e procedure
stabiliti dal Servizio bibliotecario nazionale (SBN), il libro
è collocato con l'attribuzione, nell'ambito della Biblioteca,
di una sua posizione specifica ed univocamente determinata:
gli viene, per così dire, "assegnato un posto"
per renderlo immediatamente accessibile.
La "segnatura" di un'opera, riportata nel verso del
frontespizio e su un cartellino apposto sul dorso del volume,
è il simbolo che ne indica la collocazione, cioè
la posizione esatta.
Il tipo di collocazione adottato dalla Biblioteca nazionale
centrale di Roma, a partire dagli anni '70, è quello
per formato, costituito da due elementi: un blocco di
tre lettere, indicanti la serie e il formato, ed un numero progressivo,
ad esempio: AXA 10 - nel quale AX rappresenta la serie, A rappresenta
il formato e 10 il numero di catena.
Nel passato, la collocazione era legata alla materia
trattata nel testo e, nell'ambito di questa, al formato
(ad esempio: 221 H. 180 - nel quale 221 rappresenta la materia,
H. rappresenta il formato e 180 il numero di catena)
Gli opuscoli (fino a 48 pagine) sono collocati con gli stessi
criteri, ma sistemati entro scatole di diverse dimensioni, secondo
il loro formato.
Una collocazione a parte è attribuita ai volumi "doppi":
DUPL:Y 200 - nel quale DUPL. Y rappresenta il formato e 200
il numero progressivo.
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L'Ufficio
Tutela e Conservazione si articola in tre diversi settori:
| 1. |
Il laboratorio
di restauro interviene con operazioni di manutenzione o
di restauro sia sul materiale raro e di pregio, sia sul
materiale moderno; |
| 2. |
L'Ufficio legatura
prepara il materiale moderno per i lavori di legatura che
vengono realizzati presso laboratori privati; |
| 3. |
Il laboratorio
fotografico provvede al trasferimento di testi da supporti
cartacei a supporti fotografici a scopo di tutela. L'ufficio
cura inoltre il controllo delle condizioni ambientali. |
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